La morte di venere

Luigi Mallozzi, Stampa su tela

I nostri comportamenti non sono come una goccia d’acqua nel mare, anzi possono fare una enorme differenza. Il mare stesso subisce le conseguenze di una piccola azione, quella che è la bellissima forza della natura può diventare uno spazio di rifiuti e
distruzione.

La Venere, per eccellenza simbolo di grazia e avvenenza, da divina si trasforma in umana, come umana è la forza distruttiva che ne distrugge il luogo di nascita. Dalle onde e da un’isola si racconta sia nata Venere, per questo il mio lavoro la ritrae nel mare. Luogo che ci attrae e ci cattura con il suo indomabile fascino.

Botticelli ne ha dato una rappresentazione divenuta iconica, che tutti sempre ricordiamo come esempio di un’estetica irraggiungibile. Succede che, purtroppo, questa grandezza è messa a dura prova dalle conseguenze dell’operato dell’uomo. Infatti, la vita sta diventando sempre più complessa per lei, è immersa in un mare in cui a circondarla non c’è la grandezza della natura, ma la plastica.

Non c’è l’essenza della vita, ma l’asettica presenza di un prodotto artificiale che è fuori controllo. Ecco che l’arte stessa inizia a sgretolarsi per colpa di un uso irresponsabile della bellezza che il mondo ci ha donato.

Da dove nasce Venere? Dal “greco mar”. Perché muore? Per colpa nostra. Possiamo salvarla se diamo alle onde la libertà di travolgere non la plastica, ma il nostro egoismo, affinché smuovano la misura coscienza.