Mare Nostrum

Francesca Biundo, Acrilico e collage su tela

Avevo pensato di dipingere con colori naturali, non tossici, magari realizzati da me nel mio studio. Ne sono capace ma non l’ho fatto. La mia è una provocazione. Avrei potuto ma non l’ho fatto. Preparare i colori naturali e sentirne l’odore diffondersi per lo studio sarebbe stato bello ma avrebbe comportato uno sforzo maggiore da parte mia.

Per convertirsi all’ecologico c’è bisogno di un cambio di mentalità, di modi di fare, ci vuole volontà e un grande sforzo. Ho utilizzato di proposito i colori acrilici che non sono altro che plastiche. L’ho fatto per sottolineare quanto sia più semplice e veloce scegliere la plastica piuttosto che i materiali ecosostenibili.

Questo è l’atteggiamento di una buona parte della popolazione che non è attenta al no toxic, al no plastic, alla raccolta differenziata, e così via. La plastica ci sta soffocando. Soffoca il nostro pianeta e soprattutto il nostro mare, il mio mare.

Le texture che ricreano il mare sono state realizzate utilizzando alcune plastiche che ho personalmente raccolto sulla spiaggia del mio paese in Sicilia. Ho trascinato questi rifiuti di plastica sul colore bagnato e ho ricreato quello che è il mio mare. Un mare pieno di rifiuti che noi stessi gettiamo non curanti e che possono provocare la morte di molti pesci.

Oltre alla morte della fauna marina, il Mediterraneo troppo spesso ci consegna un altro tipo di morti: i migranti. Il mio è un urlo di denuncia: non dobbiamo essere ciechi di fronte al grido d’aiuto della terra né tantomeno di fronte al dolore disperato di persone semplicemente più sfortunate di noi. Nell’opera sono presenti alcun frasi che diciamo o ascoltiamo spesso come: “Butta dal finestrino”, “Torna al tuo paese”, “non è problema mio”. Un collage, inoltre, mostra un trafiletto di giornale di una decina d’anni fa che, purtroppo, è ancora fin troppo attuale. Questo mio lavoro è una provocazione e una denuncia, nella speranza che tocchi le coscienze di molti.