Traceless

Francesca Iannucci e Martina Musio, Ritagli di bottiglie di plastica raccolte con cornice in legno su terra

In pedagogia l’esperienza diretta è elemento di principale importanza per la conoscenza ed è su questo elemento che si basa l’installazione “Traceless.”

Fare esperienza di una possibile immagine del nostro futuro, se non si attuasse un cambiamento radicale nell’utilizzo e consumo della plastica, fa in modo di proporre un dato inequivocabile sui cambiamenti del nostro modo di vivere.

A partire dal perdere la sensazione di toccare la terra sotto i nostri piedi, lasciando l’impronta del nostro passaggio, all’inquinamento acustico che porterebbe il camminare su un suolo di plastica, questi sono solo due dei possibili risultati dell’accumulo di questo materiale.

Un plastico del nostro passaggio — una riproduzione in scala dell’immagine di un possibile futuro.

Ma l’installazione propone un ulteriore aspetto: quello del tempo. Un tempo che consiste nell’accumulo fino alla saturazione ma anche un tempo che si apre alla possibilità di un cambiamento, che da parte della natura prevede una ribellione verso questa prospettiva soffocante.

L’installazione si propone come esperimento empirico in una micro-realtà possibile in un futuro non così lontano. Come ogni esperimento si presenta aperta alle possibilità, assumendo il ruolo di veicolo di rappresentazione di una realtà estremizzata.

La scelta formale nasce da una riflessione trasversale sui differenti temi che toccano l’opera. La pavimentazione diventa il simbolo chiave di questa proposta. Richiamando diversi tipi di pavimentazione dal passato come i mosaici romani ad esempio, l’installazione ricerca un’estetica che porti l’osservatore ad un’ambivalenza di pensiero che lo destabilizzi e imponga la messa
in discussione.

Quanto qualcosa di esteticamente bello può celare il danno che comporta?

Allo stesso tempo la scelta di una pavimentazione comporta una serie di scelte pratiche e logistiche che permettano al pubblico di camminarci sopra. La proposta di questo progetto intende quindi attuare un approccio “scientifico” che preveda l’osservazione, l’analisi e la documentazione sui seri cambiamenti causati dall’eccessivo consumo di plastica.